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Pannelli solari fotovoltaici - Incentivi Fotovoltaico 2019, il Decreto FER è pronto!

Aggiornato il: mar 11


A 5 anni dalla fine del Conto Energia, anche per il fotovoltaico si riaprono le porte degli incentivi. Un’opportunità in più per riqualificare i tetti in amianto.

Aggiornamento del 24 gennaio 2019: Finalmente è stato inviato a Bruxelles il testo definitivo del Decreto FER. Diverse le novità e i chiarimenti rispetto alle bozze precedenti (vi segnaliamo le ultime modifiche con una sottolineatura).

Ecco le principali opportunità legate a questa nuova legge:


Chi accede? Possono accedere tutti i nuovi impianti sopra i 20 kW, purché non si collochino su terreno agricolo. Il decreto non si sovrappone quindi in alcun modo alla detrazione IRPEF del 50%. Nota bene: per chi vuole realizzare un piccolo impianto residenziale, tutto rimarrà come prima: d'altronde la detrazione assieme allo Scambio Sul Posto già consentono un rapido rientro dell’investimento.


Cosa viene incentivato?

L’energia immessa in rete con tariffa “onnicomprensiva” per 20 anni. Pertanto, nulla sarà dovuto per l’energia che si autoconsuma, né si deve interpretare la tariffa come “premio” oltre al valore dell’energia.


Quando parte?

Essendo un meccanismo a registri, con quote contingentate per ogni sessione, questo decreto assomiglia un po’ al primo conto energia. La prima finestra per presentare la domanda si aprirà il 31 gennaio 2019 per 30 giorni. Il GSE pubblicherà la graduatoria degli ammessi dopo 90 giorni (a fine maggio 2019). Ci saranno poi ulteriori sessioni a maggio e a settembre con le stesse modalità dei 30 giorni per presentare domanda.

Attenzione a non bloccare il mercato fino ad allora, specialmente quello degli impianti fino a 500 kW, che accedono allo Scambio Sul Posto (SSP). Chi autoconsuma buona parte dell’energia non ha infatti motivo per aspettare questo incentivo. Da un lato, infatti, il valore che verrà loro riconosciuto è solo per l’energia immessa. Dall’altro, questo valore è comunque molto inferiore alla valorizzazione della stessa energia attraverso l’autoconsumo.


Quanto vale?

Le tariffe offerte sono:

  • 10,5 cent/kWh fino a 100 kW

  • 9 cent/kWh fino a 1 MW

  • 7 cent/kWh oltre 1 MW

Qualora l’impianto venga realizzato contestualmente alla rimozione dell’Eternit, c’è un premio di 1,2 cent/kWh, fino a 1 MW, su tutta l’energia prodotta, anche quella autoconsumata.

Per gli impianti su edifici fino a 100 kW, sulla quota di produzione autoconsumata c’è un ulteriore premio di 1 cent/kWh, cumulabile col premio per la rimozione Eternit.


Attraverso il meccanismo del ribasso si potrà, eventualmente, offrire allo Stato uno sconto.

Nota bene: almeno per la prima sessione e per gli impianti fino a 1 MW, vi sono parametri più interessanti dello sconto su cui vale la pena focalizzarsi per un buon posizionamento nella “classifica”.


Quali sono i criteri della “classifica” per ricevere l’incentivo?

Se per gli impianti sopra il MW quasi tutto si giocherà sul valore del ribasso offerto, per gli impianti sotto 1 MW i criteri fondamentali sono invece 2, o meglio 3:

  1. Impianti realizzati su tetti in eternit: priorità a quelli su edifici pubblici, scuole, ospedali ed edifici aperti al pubblico. Questi impianti hanno 100 MW riservati alla prima asta.

  2. Impianti su cave dismesse, siti contaminati, ecc: occorrerà però arrivare di fronte al GSE con tutti i permessi acquisiti… Questi impianti avranno 45 MW riservati alla prima asta. Per le cave è stato precisato che i siti idonei sono: “cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento estrattivo per le quali l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione abbia attestato l’avvenuto completamento delle attività di recupero e ripristino ambientale previste nel titolo autorizzatorio nel rispetto delle norme regionali vigenti”. Pertanto già ripristinate.

  3. In entrambi i casi, il secondo criterio che, attenzione, verrà considerato solo se il primo non sarà sufficiente, è la presenza di colonnine di ricarica per auto elettriche. Ad esempio, qualora ci fossero più di 100 MW di impianti su tetti in eternit: prima entreranno tutti gli impianti su edifici pubblici, scuole, ospedali… e solo in seguito i capannoni industriali. A questo punto chi avrà delle colonnine (potenza almeno pari al 15% della potenza impianto, non 30% come nelle bozze precedenti) proseguirà la gara, gli altri resteranno fuori.

Un altro criterio, non economico, riguarda le domande per “aggregati” di impianti, quindi per esempio, quella di 3 impianti che partecipano assieme. Solo in seconda analisi entrerà in gioco la riduzione sulla tariffa offerta. Quindi, come si è visto, molta cura va prestata alla costruzione dell’operazione, più che al prezzo.


Quanto dura? I vecchi repentini cambi normativi ci hanno insegnato che non è possibile fare previsioni. Quel che è certo è che viene fissato un tetto, quello del contatore FER Elettriche non fotovoltaiche ad oggi a 4,9 Miliardi di €/anno. Il limite è 5.8. Una volta raggiunto il limite, finirà il meccanismo. Nella migliore delle ipotesi la legge prevede l’ultima asta il 31 Maggio 2021.


Varie e eventuali

Sono introdotte delle cauzioni anche per gli impianti sopra i 100 kW e sotto 1 MW, nella misura del 2% del costo previsto dal GSE pari a 1000 €/kW. Per esempio quindi per un 200 kW si verserà una cauzione provvisoria di 2000 € e definitiva di 4000 € che verranno poi svincolati quando l’impianto entra in funzione.

  • requisiti finanziari per impianti sopra 1 MW sono più stringenti

  • impianti ubicati in stati esteri

  • contratti standard per i PPA

  • possibilità di interrompere la decorrenza dei 20 anni per lavori di efficientamento

  • meccanismo a due vie

Nota bene: decreto o non decreto, con gli attuali prezzi dei moduli e degli impianti di medie e grandi dimensioni, il fotovoltaico è già la fonte di energia più economica rispetto a qualsiasi contratto di fornitura con qualsiasi operatore del mercato elettrico.


Tratto da: www.futurasun.com

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